Memoriale Internazionale

Stazione 13

Übersichtsplan

Presso il memoriale internazionale, una strada porta verso i sotterranei lungo i pavimenti di granito che ricordano i lavori forzati dei detenuti nelle cave di Flossenbürg e nei campi di concentramento di Mauthausen. La pendenza all'interno dello spazio incavato richiama la sofferenza e la morte dei prigionieri. Nel punto più basso c'è un luogo per la deposizione di corone.

Qui emerge la scultura di Nandor Glid: pali recintati, fossati e filo spinato sono rappresentazioni delle misure di sicurezza installate attorno al campo. Lo scheletro umano commemora coloro che, in un atto di disperazione, si gettarono tra il filo spinato. La morte nel campo di concentramento era comune e si manifestava ovunque. Questa rappresentazione non è sola simbolica, essa riporta anche la storia dei numerosi suicidi avvenuti a quel modo nel campo di concentramento di Dachau. Proseguendo ulteriormente lungo il pendio, le figure di esseri umani intrappolati nel filo spinato si intensificano, come una pala d'altare, un trittico. La scultura è incorniciata da pali di cemento che richiamano i sistemi di sicurezza dell’ex campo di concentramento. Questo è un esempio di come il monumento connetta arte e realtà attraverso il suo design.

Nel punto più basso del percorso si apre a noi la vista di un altro monumento: un rilievo con dei triangoli attaccati ad una catena. Questa parte del monumento ricorda le targhette a forma di triangolo che distinsero ogni detenuto dal 1937.

Il rilievo non espone il triangolo nero che distingueva i cosiddetti "asociali", né il triangolo verde della categoria dei cosiddetti "prigionieri criminali", né il triangolo rosa che i detenuti omosessuali erano obbligati ad indossare. Il monumento è stato creato nel 1968 su iniziativa del Comitato Internazionale dei Prigionieri che rappresentava soprattutto gli ex prigionieri politici. Sono commemorate tutte le categorie di prigionieri che furono accettati come gruppi “riconosciuti” perseguitati dopo il 1945 e questo incluse esclusivamente chi è stato oppresso per motivi politici, razziali o religiosi. Il destino degli altri, le cosiddette "vittime dimenticate", divenne argomento di ricerca soltanto dal 1980.

Alla fine del monumento le parole "Mai più" sono scritte in yiddish utilizzando caratteri ebraici, e in francese, inglese, tedesco e russo. Davanti vi è un'urna contenente le ceneri del prigioniero sconosciuto del campo di concentramento che ricorda la sorte delle migliaia di persone i cui cadaveri furono bruciati nel forno crematorio. Fu cremato qui nel maggio del 1967. Il pannello sul lato sinistro del monumento riporta inoltre: "Questo monumento è stato eretto in onore delle decine di migliaia di martiri che qui morirono vittime della tirannia nazionalsocialista ed è stato inaugurato l'8 settembre del 1968 dal Comitato Internazionale di Dachau".

Historisches Bild

Picture of the "patch" relief.

Heutige Ansicht

Urn with the ashes of the unknown prisoner and the reminder "Never again" in the back.

Detailansicht

Detail of the sculpture created by Nandor Glid